BAMBINI NELL'ANTICA ROMA

 

DIFFICILE SVILUPPO

La vita dei bambini nell'antica Roma non era facile.

Molti morivano appena nati o nei primi anni di vita, per infezioni, scarsa igiene, malnutrizione; una semplice influenza poteva avere conseguenze gravissime, dato che non c'erano farmaci adatti.

Insieme ai compagni abbiamo visto un documentario sui resti della città di Pompei.

Pompei si trovava vicino a Napoli e fu completamente coperta dalla cenere e dalla lava eruttate dal vulcano Vesuvio nell'anno 79 d. C. Nel filmato abbiamo visto lo scheletro di un bambino: le ossa non si erano sviluppate normalmente, a causa della malnutrizione.

BAMBINI SCHIAVI

A Roma anche i figli di schiavi rimanevano schiavi e lavoravano fin da piccoli come aiutanti servitori; mangiavano poco, avevano cibi poco sostanziosi; soffrivano il freddo d'inverno a causa di un abbigliamento inadatto (indossavano solo una tunica, forse avevano un mantello). Non avevano certo molto tempo per giocare e non andavano a scuola.

BAMBINI PLEBEI

I bambini delle famiglie del popolo a volte imparavano a scrivere, se ne avevano la possibilità. I maschietti già da piccoli si esercitavano con spade di legno in finti combattimenti, per prepararsi alla vita militare; a 17 - 18 anni sarebbero entrati nell'esercito e, molto probabilmente, in guerra.

GIOCHI E SVAGHI DEI RAGAZZI

In mancanza di giocattoli, i ragazzi romani plebei e patrizi si servivano di legno, metallo, sassi, sabbia e un po’ di fantasia per fare dei bei giochi.

Giocavano con la palla, (fatta di stracci), con la trottola e si divertivano con la frustra e lo spago a cavalcare una lunga canna, o trascinavano sulla strada dei semplici carrettini. Se i carretti erano grandi, si facevano trainare dagli animali, come capre, pecore o cani; se mancavano gli animali, si facevano trainare da un amico.

Giocavano anche al cerchio; c'erano cerchi di tutti i tipi, che si guidavano per mezzo di un bastoncino dalla punta curva. Sulle strade lastricate, i cerchi di metallo producevano un rumore assordante (per le orecchie degli adulti!).

Altri giochi che si facevano erano: costruire un carrettino trasportato dai topi : sembra che i ragazzi facessero delle gare, imitassero le corse dei cavalli e le bighe che si svolgevano nel circo.

Naturalmente uno dei divertimenti maggiori per i bambini era assistere alle " vere " corse delle bighe nei circhi.

 

 

 

 

 

 

 

Carrettino trascinato da pecora

 

L’EDUCAZIONE DELLE BAMBINE

Di solito le bambine dopo aver imparato a leggere e a scrivere si occupavano dei "lavori femminili"

(cucire, ricamare, …); si sposavano molto giovani e sembrava inutile che continuassero a studiare.

Nelle famiglie patrizie le ragazze imparavano anche a suonare, a cantare, a danzare.

Nel periodo repubblicano e imperiale, anche le ragazze cominciare a frequentare le scuole con i ragazzi della loro età e a studiare i poeti e gli scrittori greci e latini:alcune divennero a loro volta scrittrici, ma erano casi rari.

Le donne, a Roma dovevano occuparsi della loro famiglia, essere buone mogli e madri..

Non potevano partecipare alla vita politica, ma rispetto ad altre situazioni, erano delle privilegiate; usufruivano di notevole libertà, ma dipendevano dalla classe sociale alla quale appartenevano.

Se erano mogli di patrizi, di senatori, di magistrati, … avevano la possibilità di frequentare persone del mondo politico (durante banchetti, feste, cerimonie ) e discutere dei problemi sociali.

Le donne della plebe,invece,vivevano in condizione quasi di schiavitù, sia che andassero a lavorare nelle case dei ricchi, sia che si occupassero dell’agricoltura.