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Navigazione protetta

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Metodi per una navigazione protetta

Le regole per una navigazione sicura su Internet dei bambini
(tratte da: M. Strano, Computer crime, Edizioni Apogeo, Milano, 2000)

  1. Tieni il computer in un posto centrale della casa, non nella stanza del bambino. Il computer dovrebbe essere un'attività per tutta la famiglia, non un pretesto del bambino per isolarsi.

  2. Cerca di imparare ad usare Internet, per riuscire a capire cosa fanno i tuoi bambini.

  3. Cerca di conoscere gli amici online dei tuoi bambini.

  4. Leggi e visiona le e-mail con i tuoi bambini. Molti pedofili allegano foto di pornografia infantile alle e-mail inviate ai bambini. La pornografia viene usata dal pedofilo per convincere il bambino che altri bambini compiono atti sessuali. Assicurati di controllare tutti gli attachment alle e-mail (file di testo o di immagini allegati).

  5. Aiuta i tuoi bambini ad usare il computer in maniera equilibrata. Molti bambini si appassionano troppo al computer, dimenticando di giocare con gli amici reali.

  6. Stabilisci delle regole ben precise su come utilizzare Internet.

  7. Assicurati che comprendano che non possono incontrare nessuno nella vita reale, conosciuto online, senza il consenso dei genitori, e che le persone online non sempre sono così sincere su chi sono.

  8. Insegna ai tuoi bambini a non dare informazioni personali alle persone che incontrano online, specialmente in luoghi pubblici come le chatroom.

  9. Tieni i bambini lontani dalle chatroom o dall'IRC, a meno che non siano controllati.

  10. Incoraggia discussioni tra te e i tuoi bambini su ciò che trovano divertente online.

  11. Insegna ai tuoi bambini a non rispondere quando ricevono e-mail offensive o dannose, messaggi da chat o altre comunicazioni, specie su argomenti sessuali.

  12. Segui i tuoi bambini quando sono online e vedi dove vanno (senza pressarli troppo).

  13. Se non puoi essere a casa quando i bambini sono online, usa dei software di protezione (riconoscono alcune parole chiave, tipo 'sex', 'erotico' ecc., e non consentono l’accesso ai siti che le contengono) per tenerli sotto controllo.

  14. Installa sul tuo computer un programma che memorizza gli indirizzi Internet visitati dal tuo bambino e controlla quali sono quelli più frequenti.
    In generale, insegna ai tuoi bambini quali possono essere i rischi di Internet senza terrorizzarli e senza dimenticare che la rete è come il mondo reale: ci sono le cose belle e le cose brutte; adottando un minimo di precauzioni si può esplorare in tutta tranquillità.

 

Consigli per i genitori dei bambini che usano Internet
(tratte da: M. Strano, Computer crime, Edizioni Apogeo, Milano, 2000)

  1. Quando sei su Internet non dare mai a nessuno il tuo indirizzo di casa, il tuo numero di telefono o il nome della tua scuola, a meno che i tuoi genitori non ti diano il permesso.

  2. Non prendere appuntamenti con persone conosciute su Internet, anche se dicono di essere tuoi coetanei, senza prima avere il permesso dei tuoi genitori e fai venire anche loro al primo incontro.

  3. Se frequenti una chat room e qualcuno ti dice qualcosa di strano o preoccupante (ad esempio discorsi sul sesso), parlane appena possibile con i tuoi genitori.

  4. Non rispondere mai a e-mail o messaggi fastidiosi o allusivi, specie se di argomento sessuale e se ti capita di notare fotografie di persone adulte o bambini nudi parlane sempre ai tuoi genitori.

  5. Ricorda che se qualcuno ti fa un'offerta che sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non lo è.

  6. Se non riesci a parlare subito con i tuoi genitori di situazioni particolari che ti sono accadute su Internet, (magari perché sono occupati o sono assenti per lavoro), parlane appena puoi con i tuoi insegnanti.

  7. Ricorda che Internet è come il mondo reale: ci sono le cose belle e le cose brutte. Basta seguire queste regole e fare un po’ di attenzione per divertirsi e per imparare tante cose interessanti senza rischiare.

Tratto da: http://www.criminologia.org

 


Notizie flash

Cari colleghi,

il prossimo 11 dicembre vedrà lo sciopero, indetto dalla FLC Cgil, di tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati della conoscenza: Scuola, Università, Ricerca, Formazione professionale e Accademie e Conservatori, insieme con tutti gli altri lavoratori del Pubblico Impiego.

Uno sciopero generale non è mai una decisione da prendere a cuor leggero, e si fa ricorso a tale misura solo in casi davvero gravi. Malauguratamente, la condizione dei settori della conoscenza, e del personale che vi opera, è in una situazione mai vista prima. I tagli di risorse e di personale previsti nei prossimi tre anni sono destinati a cambiare la natura e la geografia del nostro sistema di istruzione e di ricerca, a privare tanti ragazzi del diritto a studiare e a progredire, a privare decine di migliaia di lavoratori del posto di lavoro e dello stipendio. Ma al tempo stesso gli interventi del Governo renderanno l'intero Paese più debole e più povero, e insieme più ingiusto: un Paese che sceglie di colpire la conoscenza è un Paese che rinuncia al suo futuro.

Nelle scelte del Governo non c'è il merito, non c'è la qualità, non c'è la trasparenza che vengono sbandierate per coprire le piaghe dei tagli: c'è solo un danno a tutta la collettività, che diventerà irreparabile se non si inverte la rotta.
E, insieme, c'è una volontà perversa e autoritaria di colpire tutti i dipendenti pubblici, additati al pubblico disprezzo, mortificati e derisi, privati di dignità e di ruolo; tutti, senza distinzione: impiegati e vigili del fuoco, medici e insegnanti, infermieri e ricercatori. Un mondo di persone che spesso assicurano a tutti noi la possibilità di imparare, di curarci, di avere una pensione, che ci aiuta nelle difficoltà ed emergenze; è mai possibile che tutti costoro siano diventati il nemico pubblico da colpire? Si colpisca davvero chi lo merita, ma si assicuri a tutti gli altri il diritto ad un lavoro riconosciuto socialmente, ad una retribuzione dignitosa.

Sono davvero tempi oscuri, nei quali la ragione cede il passo all'arbitrio, e le nostre comuni premesse di convivenza civile garantite dalla Costituzione rischiano di essere stravolte.

La FLC Cgil non accetta le scelte di regresso civile che le misure del Governo portano con sé, e non accetta di rassegnarsi ad un destino collettivo e individuale sempre più povero e privo di prospettive.

Per questo ti chiediamo, di partecipare allo sciopero dell'11 dicembre e alla manifestazione a Roma: perché la tua voce diventi la voce dei tanti cittadini e lavoratori che pretendono, per sé e per i propri figli, un futuro in cui credere.

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